Löwith interpreta la modernità non come una rottura netta con il passato, ma come una trasposizione sul piano immanente dello schema giudaico-cristiano. Secondo il pensatore, la modernità inganna sé stessa quando cerca di legittimarsi presentandosi come indipendente dal passato: per questo, la sua pretesa di autonomia deve essere «smascherata». Gli ideali e gli elementi che la caratterizzano non sarebbero altro che una secolarizzazione dell’escatologia cristiana, intesa come concezione del destino ultimo dell’essere umano. Nella tesi di Löwith, i temi della creazione, della redenzione e della salvezza eterna sono stati interamente trasposti nella modernità.